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Che parto il mio parto!

Dicono che il giorno del parto è uno dei più belli della vita, oddio, non so voima io ho avuto giorni migliori, diciamo che sicuramente sarà un giorno che ricorderò per sempre, ma ragazzi, CHE PARTO IL MIO PARTO!

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Un mese e mezzo prima della data presunta del parto ero stata messa a riposo perchè il mio piccolo Siv era già pronto, da quel momento l’attesa è stata estenuante, ogni momento poteva essere quello buono, ad ogni doloretto ero già su google a cercare i sintomi del travaglio.

Ma si sa, quando smetti di pensarci, arriva il momento che tanto aspettavi.

Il 24 luglio ho passato la giornata sistemando tutta la casa, sono andata in posta per delle commissioni e non vi dico la fatica per fare i 500 m. che mi separavano dalla posta, sia per la stanchezza,sia per la pubalgia e i piedi gonfi ma soprattutto per tutte le persone che mi fermavano per chiedermi a che punto fossi.

La sera stessa,dopo il lavoro, Andrea ha fatto il suo primo discorsetto alla mia pancia, chiedendo al piccolo Siv di uscire entro il week end, così avrebbe potuto fare il ponte, anche io ci ho messo del mio, mettendomi le mie mutande fortunate di Batman.

“Piccolo Siv, il 25 luglio è un bel giorno per nascere” è stata la mia unica frase, buttata lì per scherzo.

 

Ora, non so se siano state le mie mutande fortunate o il discorso di Andrea ma la mattina dopo mi ha svegliato mia mamma verso le 10:30 con la sua chiamata quotidiana per chiedermi se avessi qualche dolore, “Ma che, ho solo dolori all’inguine, ma qui non si muove niente” ho risposto rassegnata , appena ho messo giù il telefono mi si sono rotte le acque.

Io mi aspettavo di tutto ma non che mi si rompessero le acque, perché al contrario di quello che si crede non è poi così frequente, devo ammettere che inizialmente credevo di essermi fatta la pipì sotto visto che ogni volta che mi svegliavo la mattina dovevo subito correre al bagno e invece dopo il primo momento di incredulità ho (non so come) mantenuto la calma e ho richiamato subito mia mamma “Mamma, credo mi si siano rotte le acque”

Mia mamma tutta allegra mi ha risposto che sarebbero arrivati subito e mi avrebbero accompagnato al pronto soccorso, io (ancora una volta, non so come) tranquillissima le ho detto di aspettare un attimo e farmi fare una doccia e farmi pulire il pavimento (notare le mie priorità, dopo che avevo passato le ultime settimane a pulire qualsiasi cosa per farmi partire le contrazioni senza successo 🙂 )

In macchina sono partiti i dolori ma principalmente all’inguine, dolori che comunque avevo nelle ultime settimane, solo molto più forti.

Appena arrivati in pronto soccorso all’accettazione mi hanno chiesto il motivo per cui mi ero recata li e ammetto che in modo confuso ho risposto “Credo mi si siano rotte le acque e penso di avere le contrazioni”

“Come credo?”mi ha chiesto l’infermiera

“eh non solo so, non ho mai partorito, è il mio primo figlio”

“si ma tu non hai la faccia da travaglio” mi ha risposto l’infermiera…dopo due ore ero ricoverata, in pieno travaglio.

 

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L’unica cosa che continuavo a dire era “”chiamate Andrea, voglio Andrea!” ma alla fine abbiamo aspettato la conferma del ricovero che è arrivata verso mezzogiorno. Lui mi ha chiamato appena è andato in pausa pranzo, al telefono ha risposto mia mamma, perchè io avevo una contrazione e non riuscivo a fare niente e ammetto che avrei voluto vedere la sua faccia.

Anche lui il tempo di tornare a casa, farsi una doccia e cambiarsi ed è corso subito in ospedale, sì siamo un po’ fissati con la pulizia 🙂

Premetto che ho una soglia del dolore molto bassa, infatti tutti si chiedevano come avrei affrontato il parto, ma soprattutto le contrazioni, con grande stupore generale invece sono stata calma e ho sopportato il dolore in silenzio, senza urla e senza scene, ancora mi chiedo come abbia fatto.

A mezzogiorno nello stupore generale dato che ero alla prima gravidanza, ero dilatata di tre centimetri, alle due ero già di 6, le ostetriche continuavano a ripetermi che avrei fatto un parto veloce e che nel pomeriggio avrei avuto tra le braccia il mio piccolo Siv.

Sì, credici.

Alle 16 dopo ore di dolori lancinanti siamo entrati in sala parto, non so dirvi le emozioni che mi hanno travolto in quel momento, ero confusa, ma anche felice perché sapevo che da li a poco avrei finalmente conosciuto quel piccolo monello che mi ha tirato i calci nella pancia per 9 mesi.

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Verso le 17 ho fatto l’epidurale, anche lì un parto perché i due anestesisti erano occupati in sala operatoria e non si muovevano e nel frattempo io ero arrivata a 8 cm.

Fatta l’anestesia mi sono calmata, solo che poi non ho sentito più sentito le contrazioni, e non avvertivo lo stimolo di spingere, mi è salita anche qualche linea di febbre, ricordo che avevo freddissimo, che tremavo e che mi hanno portato delle coperte in più ho iniziato a sentire le contrazioni nella gamba, non so come spiegarlo, ma anche quello credo non sia una stata proprio una cosa normale perché notavo una certa agitazione intorno a me.

Alle 20 ho finalmente cominciato a spingere, il problema è stato che non sentendo le contrazioni, spingevo a comando, quando me lo diceva la mia ostetrica, questo per due ore, ma niente sembrava muoversi, Piccolo Siv scendeva e poi se ne tornava al suo posto, nel frattempo io impazzivo, dal nervoso, dalla stanchezza perché non ce la facevo più, dalla sete perchè ricordo avevo una gran sete e dal dolore perchè mi avevano tolto l’anestesia, infatti lì ammetto che qualche urlo l’ho tirato, ma niente di eclatante.

Verso le 10 vedendo che non si muoveva niente, la ginecologa e l’ostetrica hanno iniziato a nominare la ventosa e il cesareo, io ovviamente richiedevo a gran voce il cesareo perchè ero esausta.

Premetto che nella mia vita non sono mai stata ricoverata o operata, infatti la cosa che mi faceva più paura del parto era il ricovero più che il parto in sé e al cesareo neanche ci pensavo , davo per scontato un parto naturale, così come non pensavo nemmeno all’epidurale, anche se per sicurezza avevo fatto i vari esami e colloqui.

Nel giro di un giorno mi sono ritrovata ricoverata, con cateteri che mi uscivano da tutte le parti, anestetizzata, e prossima ad un’operazione chirurgica.

Quando finalmente si sono decisi a farmi il cesareo, dopo 10 lunghissime ore di travaglio, mi ricordo solo il mio sollievo e il terrore sul volto di Andrea che sapeva la mia paura per qualsiasi cosa riguardasse operazioni e ospedali.

Non ho molti ricordi della sala operatoria, ricordo che mi sembrava di essere in una puntata di Grey’s Anatomy  ma senza il dottor Shepperd, ricordo che erano tutte donne e pure un po’ antipatiche.

“Dobbiamo tagliarti il tatuaggio” perfetto, oltre al danno pure la beffa. ora anche la mia fata porta una cicatrice, testimone del giorno che mi ha cambiato la vita 

Una cosa non dimenticherò mai, il suo pianto appena l’hanno tirato fuori, da quel momento la mia vita è cambiata e non so come sapevo già che lui stava bene ed era un bel bambino sano.

IMG_0586Alle 22:59 infatti, è (finalmente, oserei dire) nato Sebastian “Signora, è un bel maschietto” “è bello grosso” le uniche frasi che ricordo, me l’hanno fatto vedere avvolto in un telo azzurro e mi è sembrato il bambino più bello del mondo.  Poi mi sono addormentata.

53 cm per 3.950 kg talmente grosso che la tutina che avevamo consegnato ci è stata ridata indietro perché troppo piccola e per la felicità di mia mamma Sebastian ha messo la stessa maglietta che ho messo io esattamente 28 anni fa.

mi sono risvegliata subito dopo che hanno finito di ricucirmi e mi hanno portato in una stanzetta di fianco per fare lo skin to skin, dove ho assistito alla scena più bella della mia vita, mio marito con in braccio Sebastian, un immagine che difficilmente dimenticherò.

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Me l’hanno subito attaccato al seno e dopo 20 giorni non si è ancora staccato 🙂

Più che il parto, in questo caso cesareo, la parte difficile è stato il post parto, infatti mi sono alzata il secondo giorno, per tutto il primo giorno ho avuto tutta la gamba sinistra addormentata tanto da non reggermi in piedi, in più ero senza energie perché ero praticamente a stomaco vuoto da 2 giorni, solo tè e brodo.

Della prima notte ricordo solo una gran sete, ad ogni infermiera che entrava chiedevo acqua, avevo mandato Sebastian al nido per riuscire a riposare un po’, ma non sono riuscita dormire tutta notte, un po’ per il dolore e un po’ per l’adrenalina. Alle 3 mi hanno dovuto riportare Sebastian perché voleva attaccarsi e già lì avrei dovuto capire subito che razza di ciucciatore e mammone fosse 🙂 🙂

I giorni dopo sono stati caratterizzati da una processione unica di amici e parenti, che ancora adesso dopo 20 giorni non è finita, è proprio lì ho capito come mai tutti in gravidanza mi ripetevano di riposarmi, perché dopo tra ospedale e ancora peggio a casa non hai un attimo di pace.

Basti pensare che appena tornata a casa tempo 10 minuti e avevo già il giardiniere in visita, chi mi segue su instagram stories già conosce il nostro giardiniere stalker.

Credo di non aver mai scritto un post così lungo, la cosa assurda è che ci sarebbero altre milioni di cose da dire e scrivere, con il tempo sicuramente scriverò tutto e anche di più, ho già in mente tanti altri post, primo tra tutti quello sull’allattamento.

Appena rimasta incinta avevo detto che il mio blog non sarebbe cambiato e che non l’avrei trasformato mai e poi mai in un mommy blog, la verità è che la mia vita è cambiata e con lei ovviamente anche il mio blog, aspettatevi quindi taaanti altri post e non appena riuscirò ad organizzarmi per bene con la mia nuova routine anche taaante ricette.

Un bambino ti cambia la vita, in meglio: io il 25 luglio sono rinata una seconda volta, amo Sebastian più di quanto abbia mai amato e anche se alcune volte sono stanca ed è dura non riesco ad immaginare la mia vita senza di lui, quasi come se ci fosse sempre stato.

Forse un giorno quando sarà grande, leggerà questo post anche lui, sappi che Ti amo da morire piccolo rughino mio ❤

 

 

 

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3 thoughts on “Che parto il mio parto!

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