lifestyle · Uncategorized

– La mia Germania –

 

 

E rieccomi qui, dopo mesi di latitanza dal mio adorato blog, chi mi segue sui vari social saprà che mi ero trasferita in Germania, l’ idea iniziale era quella di trasferirci per sempre, l’idea finale invece era quella di scappare il prima possibile e di tornare solo da turista.

12933038_10207809802436250_1236463435520999622_n

Mi sono trasferita due mesi fa, il perché ancora devo capirlo, in realtà per mille motivi, alcuni giusti altri sbagliati, ma più passavano i giorni e più mi chiedevo se avevo fatto la cosa giusta, se davvero ne valeva la pena, soprattutto perché non è andato tutto come avevo previsto e immaginato, ma questa è un’altra storia.

Volevo cambiare o più semplicemente  volevo scappare, la vita nel pesino di provincia mi stava stretta, ma alla fine sono finita in un paesino ancora più di provincia dove il tempo sembrava essersi fermato all’inizio del novecento ma soprattutto alla fine ho capito che era proprio la vita nel paesino di provincia, il mio paesino di provincia, a mancarmi

Ho lavorato per due mesi in un ristorante italiano ma non scenderò nei particolari, potreste sconvolgervi, dirò solo che ho imparato molto, su me stessa e sugli altri.

Una cosa è sicura, i tedeschi sono strani, mangiano a orari improponibili per noi, alle 11:30 già pranzano e alle 17:30 molti già cenano, cosa che in Italia a quell’ora li i ristoranti sono ancora chiusi, e il massimo a cui puoi pensare è l’aperitivo.

Mangiano strano, e male aggiungerei: se mangiano la pasta non mangiano il secondo, ed è possibile che ti chiedano il pane mentre mangiano la pizza, la pizza ovviamente non è quella italiana ma posso ritenermi fortunata di essere capitata in un posto dove la facevano buona e sappiamo che all’estero non è semplice avere una fortuna del genere.

Un altra cosa che ho notato è che i tedeschi ordinano con i numeri e non i nomi delle pietanze, molte volte mi capitava di andare al tavolo, dire quello che avevo in mano per sapere a chi porgerlo e loro mi guardavano malissimo come se fossi andata li e avessi tirato un rutto fortissimo, la situazione non migliorava nemmeno quando elencavo gli ingredienti presenti nel piatto, ma nel momento in cui pronunciavo il fatidico numero allora si risvegliavano, manco fosse stata una partita di ruba bandiera, quindi in sostanza sono arrivata ad una conclusione, i tedeschi mangiano male per il semplice fatto che non hanno idea di che cavolo stanno mangiando!

C’è da dire però che tengono molto all’educazione, ovviamente a modo loro, guai a non augurare “buon appetito” o “salute” dopo uno starnuto, ma poi crollava tutta la poesia quando si davano al rutto libero, anche a tavola.

Una cosa che mi ha colpito particolarmente è che pur essendo un popolo di grandi bevitori di birra, si contengono molto, infatti durante la settimana tutti andavano di birra “alkol frei” per poi ovviamente sbizzarrirsi il sabato sera…ho visto cose che voi umani potete solo immaginare e non scherzo!

Come ho già scritto ero finita in un paesino di provincia, 1200 abitanti, do12920356_10207809807996389_1144972524132925593_nve veramente il tempo si era fermato, basti pensare che c’erano i mennoniti e le signore andavano a fare la spesa con i cestini in vimini; un  ristorante, un bar, un mini market e una gelateria, stop per il resto campi, boschi, campi e pale e eoliche.

Fortunatamente in tutto questo casino sono riuscita a fare amicizia con una ragazza greca,  che mi ha aiutato davvero tantissimo, credo che se un tedesco ci avesse, e ci sentisse ancora adesso parlare tedesco si metteva le mani nei capelli dato che nè io nè lei lo parliamo bene, ma si sa l’amicizia va oltre, o meglio io non lo sapevo, l’ho imparato.

Il mio ritorno era previsto per luglio ma poi una serie di sfortunati eventi hanno fatto in modo che io tornassi ora e complice il ponte del 25 aprile e qualche birra di troppo invece di tornare a Milano abbiamo deciso, io mio marito e il nostro migliore amico, di andare ad Amsterdam dato che non ci eravamo mai stati ed era a sole 3 ore di macchina.

Amsterdam è stata pazzesca, ovviamente non racconterò niente, perché quello che succede ad Amsterdam rimane ad Amsterdam, dirò solo che è stato un viaggio alla “una notte da leoni” dove ho potuto assaporare tutta la libertà di cui ero stata privata per due mesi, un viaggio che ricorderò per tutta la vita e se non lo farò io ci penserà il tatuaggio che ci siamo fatti tutti insieme 🙂
13083312_10209240657364188_8457133377936981864_n13095814_10209240655004129_5119989294746093051_n
13055602_10209240551401539_6563803842612880536_n

Anche se sono partita con un’ idea e sono tornata con un’altra non mi pento di quest’esperienza, mi ha fatto capire molte cose, mi ha fatto apprezzare tutte le piccole cose che avevo e che ho in Italia, mi ha fatto capire le mie potenzialità e i miei limiti, mi ha permesso di confrontarmi con culture diverse dalla mia.

Magari un giorno ci tornerò, forse da turista o forse no, non posso prevedere il futuro , tutto può succedere, tutto può cambiare e questa è un’altra cosa che ho potuto appurare e imparare in Germania.

E ora non mi resta altro che godermi il mio maritino, la mia casa, la mia famiglia e gli amici di sempre e riprendermi la mia vita in Italia da dove l’avevo lasciata 🙂

13096311_10209240654044105_877460331913470803_n

Elisa è tornataaaa amciiii e ovviamente anche Pane e Birtilla, quindi stay tuned perchè ci saranno tante belle novità 🙂

Elisa

 

 

 

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...